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Fai da Te

Come Riparare un Pavimento

Rifare un pavimento è molto costoso ma se si tratta di riparazioni parziali allora il discorso cambia, infatti è molto conveniente arrangiarsi da soli. In questa guida potrai trovare tutte le indicazioni utili per poter riparare il tuo pavimento senza ricorrere ad un muratore.

Occorrente
Martello da muratore
Scalpello da muratore
Mastice per piastrelle
Straccio
Spatola

Per togliere una piastrella rotta c’è un solo sistema: usando un martello pesante e uno scalpello da muratore (tenuto in posizione verticale) colpiscila al centro finchè si spezza in almeno tre o quattro parti. Facendo leva con lo scalpello nel buco centrale, solleva i primi pezzi e poi via via gli altri. Ripulisci il vano e sempre con martello e scalpello, abbassa il piano d’appoggio di almeno mezzo centimetro.

Adesso raschia bene i bordi delle piastrelle circostanti. Cola nel vano lo speciale mastice per piastrelle che avrai preparato in precedenza oppure del gesso (molto liquido) che preparerai al momento. Metti a posto la piastrella nuova e pressala bene in modo che dai lati fuoriesca l’eccesso di mastice o di gesso finchè si è raggiunto il livello delle altre piastrelle. Ripulisci con uno straccio bagnato e non camminarci sopra per 24 ore.

Se una piastrella non è rotta ma si muove, tenta di estrarla inserendo la lama di una spatola tutto intorno, picchiandola leggermente col martello. Se però non c’è spazio sufficiente, e corri il rischio di scheggiare le piastrelle circostanti, meglio rimperla e sostituirla con una nuova. Se invece riesci a estrarla, per rimetterla a posto procedi come nel caso precedente.

Altro

Come Pescare le Alborelle

La alborella è un pesce che presenta molte analogie con la alice marina, può raggiungere circa 20 cm di lunghezza il suo corpo è appiattito con il ventre argenteo che brilla nelle sue evoluzioni, ha il dorso di un verde cupo ed una fragilità sia delle squame che della bocca. Risulta essere molto apprezzata in cucina per le sue carni delicate ed un ottimo apporto di proteine Omega 3.

Comunque l’alborella non è sicuramente un pesce facile da pescare e spesso la sua cattura diventa spettacolare per i movimenti che l’esperto pescatore deve coordinare in tempi molto rapidi e susseguenti, che si apprendono dopo molta esperienza nella sua pesca. Un elemento importante per la pesca alla alborella è sicuramente la preparazione della pastura che deve essere di grana finissima che in acqua si deve disperdere in pulviscolo che attira un branco di alborelle.

A questo punto il mangime a pulviscolo è un trucco, perché non soddisfa la fame del branco, ma anzi lo stuzzica a cercare un mangime più consistente come l’esca sotto la canna e quindi un bravo pescatore è capace di approfittare della convulsione nella ricerca e catturarne a centinaia, stando attento a ferrarle dolcemente, perché uno strappo violento può produrre la lacerazione della bocca e la conseguente perdita di esso.

Un altro stratagemma consiste nel buttare una pallina di pastura arrotolata e di seguito calare subito la lenza con un galleggiante sottile seguito da una fila di pallini di piombo a breve distanza, con l’amo ricoperto con un bigattino a nasconderlo. Per questo tipo di pesca si possono usare varie canne contemporaneamente, tenendole sott’occhio. La vorticosa voracità del branco permette ad alcune di esse di abboccare l’esca.

Non si riesce neanche a guardarle tutte che incominciano ad inclinarsi una dopo l’altra per i pesci che abboccano. Ora bisogna essere veloci nello slamarle, ma non è difficile data la piccola dimensione dell’amo e poi subito ripetere di nuovo l’operazione. La velocità nel liberare gli ami è la condizione essenziale per continuare proficuamente la pesca, ma si acquisisce con la pratica e con la continua esperienza.

Appena si nota la sparizione della noce di pastura, ributtarne subito un’altra che ricreerà nuovamente la fibrillazione del branco, e fino a quando si avrà la voglia di pescare si tireranno su alborelle guizzanti con grande soddisfazione di chi pesca. Recentemente sono state istituite dalle amministrazioni locali, alcune regolamentazioni restrittive per questo modo di pescare, a protezione di questo tipo di fauna ittica che comincia a depauperarsi per il grande scempio fatto in questi ultimi tempi.

Fai da Te

Come Riparare il Dorso di un Libro

Maneggiato, consultato, aperto e richiuso innumerevoli volte, il libro antico mostra spesso in modo evidente i segni della propria storia. Si tratta di danni provocati dal tempo e dall’usura, che tutti abbiamo conosciuto e sperimentato: copertine staccate, dorsi scollati, pagine rotte, macchiate e strappate. Qui ti spiegherò come risolvere facilmente il problema di un vecchio libro con il dorso che si apre.

Occorrente
Forbici
Carta
pennelli
1 pennarello scuro
Colla vinilica
Colori all’anilina per legno
Qualche metro di fettuccia
1 righello
Carta siliconata
1 stecca d’osso

rendi un colore all’anilina per legno e passalo lungo i profili della rottura, sul dorso e sul quadrante, per accompagnare la loro tonalità a quella del dorso stesso. Subito dopo devi creare il soffitto, che ti permetterà di incollare il corpino senza farlo aderire direttamente al libro. Segna la larghezza del dorso su una striscia di carta bianca, poi riporta tre volte questa misura su un foglio di giornale.

Adesso con l’aiuto di un righello, piega il foglio di giornale in tre parti uguali nel senso della larghezza e fissa le pieghe così ottenute con una stecca d’osso. Ora segna anche la lunghezza, che deve essere pari a quella del dorso, meno 2 mm in basso e 2 mm in alto e taglia in misura. Avrai così ottenuto una specie di manicotto: unisci i lati che si sovrappongono con qualche goccia di colla vinilica.

Ora blocca il libro in modo che stia ben fermo e incolla il manicotto con la giunta rivolta contro il dorso. Fai aderire bene con la stecca d’osso, poi passa un pennarello scuro sul foglio di giornale, vicino al margine del quadrante: servirà a mimetizzare meglio la giunta. Adesso distribuisci una mano di colla facendo scorrere il pennello dal centro verso l’esterno, aspetta 5 minuti e richiudi il corpino facendolo aderire con una leggera pressione dei pollici.

Avvolgi il dorso con un foglio di carta siliconata e fermalo con due fettucce facendo attenzione che il nodo si posizioni fra i due quadranti. Lascia così per quattro ore, il tempo che si asciughi. Dopo sciogli i nodi delle fettucce e stacca la carta siliconata con piccoli strappi. Infine prepara un tampone (avvolgendo del cotone idrofilo in un pezzetto di tessuto) e, con il colore all’anilina, ritocca i punti dove ci sono graffi. Per completare, passa una mano di gommalacca.

Fai da Te

Come Ricostruire un Elemento Decorativo in Ferro

In questa guida ti spiegherò come ricostruire un elemento decorativo in ferro, in particolare una foglia, costruita in lamiera sottile e appartenente a un lampione di fine Ottocento. La necessità di completare la decorazione di un manufatto in ferro può infatti presentarsi con una certa frequenza. Poiché in genere si tratta di oggetti composti da vari elementi saldati tra loro, non è inconsueto che un ornamento si stacchi e vada perso come in questo caso.

Occorrente
saldatore
Barretta di stagno
Il metro
La matita
Pennarello a punta sottile
Un po’ di lamiera leggera
1 paio di forbici
Pinze a punta
1 martello con penna assottiglia e tagliente
1 martello con penna sferica

Dopo che hai staccato una delle foglie, appoggiala su un pezzo di lamiera sottile e, mentre con una mano la tieni ben ferma e schiacciata ricalcane la forma utilizzando un pennarello. Dove la lamiera si ripiega su se stessa per formare una sorta di ricciolo, dovrai calcolare a occhio lo sviluppo del disegno. Infine, con una riga traccia la nervatura centrale e poi, copiandole dal modello, delinea quelle laterali.

Quindi ritaglia la sagoma disegnata: prima elimina la lamiera in eccesso sgrossando la forma della foglia, poi pratica i taglietti radiali corrispondenti alle frastagliature e per ultimo rifinisci il lavoro seguendo il profilo tracciato con il pennarello. Adesso devi dare il giusto rilievo ad alcuni particolari. Per le nervature apri di un paio di millimetri le ganasce di una morsa, appoggia la foglia sulla morsa stessa e poi con la penna di un martello, batti sulla lamiera seguendo il tracciato della linea stessa.

Adesso devi modellare i nocciolini: stringi nelle ganasce un tondino di misura adatta, appoggia la foglia sul tondino di ferro e poi batti con un martello sulla lamiera, che si piegherà e, entrando nel foro del tondino, acquisterà la bombatura. Infine non resta che modellare a ricciolo l’estremità, utilizzando un paio di pinze a punta, e sagomare la foglia ricopiando la forma bombata delle altre. Prova poi la decorazione sul corpo della lampada per controllare che vi si adatti e saldala utilizzando un saldatore a stagno come questi. Quando la foglia è attaccata devi brunirla con vernice alla nitro per accompagnare il colore a quello delle parti originali.

Altro

Come Pescare l’Aguglia dalla Spiaggia

Sei un pescatore sportivo ed in particolare sei appassionato per la pesca in ambiente marino? Ti piacerebbe imparare la tecnica per insidiare le aguglie dalla spiaggia? Niente di più semplice, ti basterà leggere attentamente questa guida e scoprire quali sono le regole fondamentali in questo tipo di pesca.

Occorrente
Bolognese 4 metri azione 30-60 grammi
Mulinello 3000 – 4000 caricato con filo 0.25 mm
Bombarde galleggianti grammature varie
Fluorocarbon 0.16 mm
Ami gambo lungo numero 12
Bigattini e verme coreano
Girelle triple con moschettone

Prima di tutto devi sapere che il periodo migliore per effettuare questa pesca, è il periodo che va dalla fine di agosto sino agli inizi di novembre, infatti in questi mesi le aguglie sono più vicine alla riva e sarà più facile trovarle e pescarle. In secondo luogo dovrai dedicarti alla ricerca di una spiaggia dove la presenza delle aguglie è assicurata.

Acquista una canna bolognese di almeno quattro metri di lunghezza ad azione semi parabolica e con un potenza di lancio piuttosto sviluppata, ti consiglio di prendere una canna con un range compreso almeno tra i 30 – 60 grammi. Alla canna dovrai abbinare un buon mulinello di taglia 3000 o 4000 con un rapporto di recupero alto.

Carica il mulinello con uno 0.25 diretto per almeno 200 metri di filo. Dovrai acquistare delle bombarde galleggianti tipiche per la pesca a galla, in grammature variabili tra i 20 ed i 60 grammi, da utilizzare di volta in volta a seconda della distanza che vorrai raggiungere nel lancio in base anche alla distanza dei pesci dalla riva.

Monta la bombarda sulla lenza madre e fermala con una perlina ed una girella tripla del numero 10, munita anche di moschettone. Crea un terminale in fluorocarbon del diametro di 0.16 millimetri con una lunghezza di circa 2,5 – 3 metri; come amo utilizza un numero 12 a gambo lungo. Come esca puoi utilizzare il verme coreano oppure i bigattini. Lancia e recupera velocemente il filo, le aguglie attaccheranno l’esca a pelo d’acqua; le prime ore del mattino sono le più pescose.