Browse Category by Altro
Altro

Come Capire se la Frizione è in Buono Stato

Se avete il dubbio che la frizione non vada più tanto bene, esiste un test che in questa guida vi spiegherò, per capire realmente se la vostra frizione ha problemi oppure no, un metodo fai da te davvero semplice che in meno di 1 minuto vi farà capire cosa non va!

Ovviamente ci sono casi in cui il problema è evidente, come in caso di frizione dura, ma altre volte è più difficile capire se la frizione funziona in modo corretto.

Prima di recarci dal meccanico se siamo insicuri che la frizione non funziona correttamente, possiamo eseguire noi un semplice test fai da te. Come prima cosa posizioniamo l’auto in piano, non mettiamoci in salita o in discesa, quindi accendiamo la nostra vettura togliendo il freno a mano e le marce in folle.

A questo punto spingiamo lentamente il pedale della frizione, inseriamo la prima o la seconda marcia, e delicatamente iniziamo a lasciare il pedale della frizione senza però accelerare, a questo punto se l’auto dovesse spegnersi, allora la frizione funziona correttamente e non necessita di riparazioni!

Se invece l’auto facesse fatica a spegnersi o addirittura dopo il rilascio della frizione con marcia inserita non dovesse spegnersi, allora necessita di una riparazione o almeno fatela controllare dal vostro meccanico di fiducia. Con questo piccolo sistema capirete se è necessario recarvi da un meccanico.

Altro

Come Raccogliere gli Asparagi Selvatici

Chi di noi non conosce i famosi asparagi? E bene, ne esistono due tipologie, quelli che compriamo solitamente al supermercato, o quelli selvatici, reperibili tranquillamente in natura nei luoghi adatti.

In un periodo di crisi nera come quella che sta affrontando il nostro paese, la natura può darci innumerevoli risorse per risparmiare, come prima cosa, e per mangiare sano ed equilibrato alimenti che, molto probabilmente, non potremmo permetterci. In quest’articolo andrò a spiegarvi come riuscire a reperire gli asparagi selvatici.

La raccolta degli asparagi selvatici: Essi sono reperibili in tutto il bacino mediterraneo, ma è possibile che qualche pianta riesca a crescere anche in tutta Italia, perciò il posto ideale è la montagna sopra gli 800 metri.

Risulta essere un arbusto, spinoso, infatti è per questa sua conformazione che viene anche chiamato “asparago spinoso” o “asparago pungente”, perchè ha delle foglie che assomigliano a piccolissimi aghi ( infatti si consiglia sempre di effettuare la raccolta degli asparagi con dei guanti da giardinaggio o cmq abbastanza spessi per non pungersi ). Ci sono altre due piante che assomigliano a quella dell’asparago e sono il luppolo selvatico e il pungitopo, ma vi aiuterò a capire come riconoscerla.

Gli asparagi si trovano alla base di quest’arbusto chiamato asparagina, di varie misure e con foglie piccole e spinose, molto pungenti. Per la raccolta di asparagi, cercate di allargare i rami dell’arbusto con un ramo e cercate di arrivare nel punto in cui l’arbusto viene fuori dal terreno, quindi la radice, ed è da lì, o poco vicino alla radice, che sarà possibile notare se ci sono o no gli selvatici asparagi.

Ma come sono fatti questi asparagi?

La prima volta che ci andai me li aspettavo simili se non uguali a quelli che vendono ai supermercati, ma la differenza sta proprio qua: quelli nei supermercati sono lunghi e grossi, questi possono esser lunghi, piccoli, medi ecc e sono finissimi, avranno un diametro si e no di 5 mm, quindi fate attenzione, non vi confondete.

Sono difficili anche da notare, si mimetizzano molto bene fra la boscaglia, quindi cercate di fare attenzione, anche perchè quelli lunghi e alti, possono esser confusi come steli di fiori o altro. Sono di colore verde, chiaro o scuro, dipende dalla maturazione, si staccano facilmente anche con le mani, bisogna cercare il punto più morbido dell’asparago e con una piccola forza, viene subito via, se beccate la parte tenera, altrimenti avrete difficoltà. Se così dovesse essere, salite piano piano con la mano su per l’asparago e cercate di spezzarlo, quando troverete la parte morbida, si spezzerà subitissimo.

Per chi ama la natura e questo genere di escursioni, non potrà che divertirsi.

Altro

Come Cambiare la Ram di un Portatile

A volte capita che si voglia aumentare la ram nei computer portatili, oppure si è costretti a cambiarla perchè crea dei problemi; adesso ti spiegherò come fare senza andare nei centri commerciali e spendere soldi per niente. Come operazione è abbastanza semplice, non ti preoccupare.

Come prima cosa bisogna avere a disposizione la ram nuova che si vuole sostituire. Altra cosa che devi avere a portata di mano è il cacciavite a stalla piccolo. Dopo prendi il portatile, stacca lo spinotto dell’alimentazione per sicurezza, e giralo sotto sopra con molta delicatezza, evitando di fargli prendere botte o farlo cadere per terra.

Adesso se guardi bene dovresti trovare un simbolno che mostra dove è posizionata la ram. Quando l’hai trovato comincia a svitare tutte le viti che servono per poter aprire lo sportellino (di solito sono 1 o 2 viti non di più). Tolte anche queste rimuovi lo sportellino.

Aperto lo sportellino troverai 1 o 2 moduli ram (varia sempre a seconda del computer). Per rimuovere la vecchia ram, non dovrai fare altro che aprire piano le alette che ci sono all’estremità della memoria. Fatto questo dovrebbe già sfilarsi un po’ da sola.

A questo punto puoi sfilarla e sostituirla con quella nuova, facendo attenzione a rimetterla nella stessa posizione di quella precedente, altrimenti non si infilerà bene e non si incastrerà tra le due alette. Dopo che l’hai infilata spingila con delicatezza verso il basso finchè non senti un click, quel rumore vuol dire che la ram si è incastrata bene. Il lavoro è quasi terminato, adesso richiudi lo sportellino, rimettendo le viti, rigira il computer, attaccalo alla corrente e accendilo. Il gioco è fatto.

Se hai un pc portatile molto vecchio ti sconsiglio questa operazione in quanto la ram si può trovare trovare sotto la tastiera e quindi molto più complicato da smontare soprattutto per una persona alle prime armi; per questo ti consiglio di fartela cambiare da un centro di assistenza tecnica per computer.

Altro

Come Cambiare Pelli della Batteria

Molta gente butta la vecchia pelle, compra una qualsiasi pelle del diametro giusto, la mette sul fusto e stringe i tiranti. Facendo così non ha molta cura della propria batteria ma soprattutto non avrà di certo il suono che preferisce dal suo drum set, ma avrà un catorcio rumoroso. Seguimi in questi pochi passaggi per capire come cambiare una pelle di un tamburo…

Occorrente
Il proprio drum set o un tamburo
Una pelle nuova
La chiavetta per accordare i tiranti
Almeno una bacchetta

Smonta la tua vecchie pelle dal tamburo con l’apposita chiavetta e togli il cerchione ricordandoti assolutamente la posizione di quest’ultime sul fusto del tamburo. Successivamente passa della carta vetrata a grana fine sui bordi del fusto per togliere tutti i difetti che possono rovinare la pelle nuova. E’ consigliabile anche passare uno straccio all’interno del fusto per togliere la polvere che si è depositata.

Ora metti la pelle nuova sul fusto posizionandola in modo che non “balli” e che sia ben ferma. Rimetti il cerchione nella posizione precedente e avvita a mano i tiranti finchè non diventano duri da stringere.
Per avere un buon suono è importantissimo anche assestare la pelle sul tamburo. Per fare ciò bisogna premere col palmo della mano al centro della pelle e sentire uno schiocco.

Ora bisogna accordare la pelle come meglio si preferisce ottenendo o un suono grave o acuto.
Ti spiego questo passaggio molto velocemente, ma è molto approfondito sulla mia altra guida “come accordare le pelli della batteria”. Comunque bisogna dare 1 o 2 giri di chiavetta ad ogni tirante con lo schema incrociato o in senso orario dopodichè assicuratevi che ci sia un’accordatura regolare su tutta la pelle e aggiustala come piace di più a te.

Altro

Come Riconoscere Pietre Semi Preziose

Accanto alle pietre preziose, anzi, sotto di loro in una ideale scala di valori delle gemme, si trova tutta una vasta e meravigliosa serie di pietre ornamentali che, anche se meno pregiate, hanno tuttavia altri meriti, sono di gran lunga più accessibili e sono molte e diversissime per colore, aspetto, varietà, cosi che è sempre possibile trovare quella che si accorda alle nostre possibilità finanziarie, alla nostra carnagione, al nostro colore preferito e al nostro abito.

Esse sono vere, cioè fanno parte dei preziosi e non hanno niente a che spartire con i pur bellissimi “falsi” che oggi si trovano in commercio. Il loro aspetto o la colorazione spesso sono tanto belli da non far rimpiangere le pietre più preziose. Queste pietre di secondo piano si dividono, secondo una divisione comune, in semi-preziose e dure.

Le prime sono d’aspetto limpido e trasparente, molto simili a quelle preziose. Il loro valore va calcolato in rapporto alle dimensioni, alla trasparenza, alla colorazione, alla purezza, al taglio.

Le seconde hanno un impasto opaco e solido e, spesso, presentano delle venature simili a quelle del marmo. Appartengono a un gruppo di minerali molto compatti e si trovano in natura in volumi considerevoli.

Esse sono impiegate, oltre che in gioielleria, anche per creare oggetti decorativi come statuine, scatole, soprammobili. Poiché, come abbiamo accennato, le pietre semi-preziose e dure sono moltissime, ve ne presenteremo, in ordine alfabetico, alcune fra le più belle e le più usate.

Acquamarina
Una pietra trasparente, di color azzurro-verde (color acqua, appunto, donde il suo nome). Molte e varie sono però le sfumature di colore: la più rara e pregiata è un azzurro-verde piuttosto scuro. Quelle più chiare sono più comuni e quindi più accessibili.
Risulta essere comunque una bellissima pietra, adatta in modo speciale per le ragazze, e ha il pregio di poter essere portata sia di giorno sia di sera per la sua lucentezza (chimicamente è una varietà di corindone, come il rubino e lo smeraldo).
Il suo taglio più diffuso è quello rettangolare e il suo accostamento ideale quello con l’oro bianco, che mette in particolare risalto l’azzurro della pietra. L’acquamarina è usata per anelli, per bracciali, per spille. E’ il portafortuna delle donne nate sotto il segno dei pesci.

Agata
Risulta essere una pietra semi-trasparente o opaca, variamente colorata a zone irregolari. A seconda delle sue sfumature e della colorazione, assume nome e aspetto differenti. I colori (rosso, verde, nero, giallo, grigio, azzurro) talvolta sono disposti sul fondo a fili sottilissimi, altre volte a zone concentriche, a volte come nuvole: da cui i bellissimi nomi di “agata cerchiata”, “nuvola”, “arcobaleno”, ecc.

Le agate più belle sono quelle grigio-azzurre o quelle chiare con venature rosse. L’agata è poco usata nel campo della oreficeria, tuttavia un anello con pietra ovale legate in oro bianco è sempre un gioiello raffinato. Due pezzi classici in agata sono il portacipria e il portasigarette.

Ambra
L’ambra non è un minerale vero e proprio, ma una resina delle foreste di milioni e milioni d’anni fa e perciò ormai fossilizzata. E’ d’aspetto simile alla cera solida e ha una caratteristica colorazione, che va dal giallo chiaro al giallo bruno con riflessi rossastri.

Se ne fanno rosari, accessori da pipa e altri oggetti per fumatori, ma anche gioielli, specialmente con taglio ovale: anelli, braccialetti, collane e spille legati preferibilmente con oro giallo.

Ametista
Questa belle pietra trasparente ha un colore viola più o meno intenso. Il suo nome deriva dal greco e vuol dire letteralmente “non ubriaco”; infatti i greci credevano che avesse la proprietà di preservare dalle conseguenze delle troppo abbondanti libagioni. Per informazioni sulle varie tipologie è possibile vedere questa guida sull’ametista.
Si usa per farne anelli, spille, ecc. Col taglio di solito rettangolare o, se la pietra è perfettamente pura, con superficie curve. Per il suo colore è una gemma romantica, adatta specialmente alle donne di tipo ottocentesco. Si monta di solito in oro giallo.