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Come Cambiare Pelli della Batteria

Molta gente butta la vecchia pelle, compra una qualsiasi pelle del diametro giusto, la mette sul fusto e stringe i tiranti. Facendo così non ha molta cura della propria batteria ma soprattutto non avrà di certo il suono che preferisce dal suo drum set, ma avrà un catorcio rumoroso. Seguimi in questi pochi passaggi per capire come cambiare una pelle di un tamburo…

Occorrente
Il proprio drum set o un tamburo
Una pelle nuova
La chiavetta per accordare i tiranti
Almeno una bacchetta

Smonta la tua vecchie pelle dal tamburo con l’apposita chiavetta e togli il cerchione ricordandoti assolutamente la posizione di quest’ultime sul fusto del tamburo. Successivamente passa della carta vetrata a grana fine sui bordi del fusto per togliere tutti i difetti che possono rovinare la pelle nuova. E’ consigliabile anche passare uno straccio all’interno del fusto per togliere la polvere che si è depositata.

Ora metti la pelle nuova sul fusto posizionandola in modo che non “balli” e che sia ben ferma. Rimetti il cerchione nella posizione precedente e avvita a mano i tiranti finchè non diventano duri da stringere.
Per avere un buon suono è importantissimo anche assestare la pelle sul tamburo. Per fare ciò bisogna premere col palmo della mano al centro della pelle e sentire uno schiocco.

Ora bisogna accordare la pelle come meglio si preferisce ottenendo o un suono grave o acuto.
Ti spiego questo passaggio molto velocemente, ma è molto approfondito sulla mia altra guida “come accordare le pelli della batteria”. Comunque bisogna dare 1 o 2 giri di chiavetta ad ogni tirante con lo schema incrociato o in senso orario dopodichè assicuratevi che ci sia un’accordatura regolare su tutta la pelle e aggiustala come piace di più a te.

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Come Riconoscere Pietre Semi Preziose

Accanto alle pietre preziose, anzi, sotto di loro in una ideale scala di valori delle gemme, si trova tutta una vasta e meravigliosa serie di pietre ornamentali che, anche se meno pregiate, hanno tuttavia altri meriti, sono di gran lunga più accessibili e sono molte e diversissime per colore, aspetto, varietà, cosi che è sempre possibile trovare quella che si accorda alle nostre possibilità finanziarie, alla nostra carnagione, al nostro colore preferito e al nostro abito.

Esse sono vere, cioè fanno parte dei preziosi e non hanno niente a che spartire con i pur bellissimi “falsi” che oggi si trovano in commercio. Il loro aspetto o la colorazione spesso sono tanto belli da non far rimpiangere le pietre più preziose. Queste pietre di secondo piano si dividono, secondo una divisione comune, in semi-preziose e dure.

Le prime sono d’aspetto limpido e trasparente, molto simili a quelle preziose. Il loro valore va calcolato in rapporto alle dimensioni, alla trasparenza, alla colorazione, alla purezza, al taglio.

Le seconde hanno un impasto opaco e solido e, spesso, presentano delle venature simili a quelle del marmo. Appartengono a un gruppo di minerali molto compatti e si trovano in natura in volumi considerevoli.

Esse sono impiegate, oltre che in gioielleria, anche per creare oggetti decorativi come statuine, scatole, soprammobili. Poiché, come abbiamo accennato, le pietre semi-preziose e dure sono moltissime, ve ne presenteremo, in ordine alfabetico, alcune fra le più belle e le più usate.

Acquamarina
Una pietra trasparente, di color azzurro-verde (color acqua, appunto, donde il suo nome). Molte e varie sono però le sfumature di colore: la più rara e pregiata è un azzurro-verde piuttosto scuro. Quelle più chiare sono più comuni e quindi più accessibili.
Risulta essere comunque una bellissima pietra, adatta in modo speciale per le ragazze, e ha il pregio di poter essere portata sia di giorno sia di sera per la sua lucentezza (chimicamente è una varietà di corindone, come il rubino e lo smeraldo).
Il suo taglio più diffuso è quello rettangolare e il suo accostamento ideale quello con l’oro bianco, che mette in particolare risalto l’azzurro della pietra. L’acquamarina è usata per anelli, per bracciali, per spille. E’ il portafortuna delle donne nate sotto il segno dei pesci.

Agata
Risulta essere una pietra semi-trasparente o opaca, variamente colorata a zone irregolari. A seconda delle sue sfumature e della colorazione, assume nome e aspetto differenti. I colori (rosso, verde, nero, giallo, grigio, azzurro) talvolta sono disposti sul fondo a fili sottilissimi, altre volte a zone concentriche, a volte come nuvole: da cui i bellissimi nomi di “agata cerchiata”, “nuvola”, “arcobaleno”, ecc.

Le agate più belle sono quelle grigio-azzurre o quelle chiare con venature rosse. L’agata è poco usata nel campo della oreficeria, tuttavia un anello con pietra ovale legate in oro bianco è sempre un gioiello raffinato. Due pezzi classici in agata sono il portacipria e il portasigarette.

Ambra
L’ambra non è un minerale vero e proprio, ma una resina delle foreste di milioni e milioni d’anni fa e perciò ormai fossilizzata. E’ d’aspetto simile alla cera solida e ha una caratteristica colorazione, che va dal giallo chiaro al giallo bruno con riflessi rossastri.

Se ne fanno rosari, accessori da pipa e altri oggetti per fumatori, ma anche gioielli, specialmente con taglio ovale: anelli, braccialetti, collane e spille legati preferibilmente con oro giallo.

Ametista
Questa belle pietra trasparente ha un colore viola più o meno intenso. Il suo nome deriva dal greco e vuol dire letteralmente “non ubriaco”; infatti i greci credevano che avesse la proprietà di preservare dalle conseguenze delle troppo abbondanti libagioni. Per informazioni sulle varie tipologie è possibile vedere questa guida sull’ametista.
Si usa per farne anelli, spille, ecc. Col taglio di solito rettangolare o, se la pietra è perfettamente pura, con superficie curve. Per il suo colore è una gemma romantica, adatta specialmente alle donne di tipo ottocentesco. Si monta di solito in oro giallo.

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Come Cambiare Manopole della Moto

Le manopole della moto costituiscono una parte importante di quest’ultima ma a volte è necessario cambiarle, per vari motivi. Con la seguente guida sulle moto, potrai compiere quest’operazione in modo semplice e veloce; inoltre ti serviranno pochissime cose.

La prima cosa che devi fare per cambiare le manopole alla tua moto è togliere quelle originali.
Adesso devi decidere se vuoi tenere queste oppure se le butti; nel primo caso, puoi mettere sotto di esse dell’alcool etilico per farle scivolare. Se invece di esse non ti importa nulla, puoi tagliarle con un coltello.

A questo punto devi mettere le manopole nuove, facendole scivolare sul manubrio, sempre con dell’alcool etilico.
Ora infila le manopole pian piano, girandole mano a mano che le fai entrare.
Adesso devi aspettare circa 6 ore perchè le manopole aderiscano alla perfezione al manubrio della tua moto.

Ti consiglio di fare questa cosa la sera, così ci saranno tutte le ore della notte a disposizione.
Questo è un metodo validissimo per molte altre cose oltre che per le manopole per la moto perchè l’alcool, quando evapora, fa attaccare le cose.
Ecco quindi come, in poco tempo, hai cambiato le manopole della tua moto.

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Come Cambiare le Corde di una Chitarra con Ponte Floyd Rose

Forse non tutti sanno che i passi da seguire per cambiare le corde di una chitarra con ponte floyd rose sono diversi rispetto a quelli per una chitarra con ponte fisso o semi-mobile. Soprattutto perchè se sei abituato a smontare tutte le corde vecchie insieme per poi rimontare quelle nuove, per questo tipo di chitarra ciò non è possibile farlo.

Prendi la chitarra e con la chiave a brugola sblocca i fermacorde posti affianco al capotasto del manico (che servono per la tenuta dell’accordatura anche sotto forti sollecitazioni delle corde, provocate dall’utilizzo della leva) e quelli posti sul ponte stesso (che servono per il blocco vero e proprio della corda).

Allenta completamente tramite le meccaniche poste sulla paletta la prima corda o le prime tre se vuoi rendere il cambio corde più rapido. Fatto questo sfila uno per uno gli estremi delle corde dagli occhielli posti in prossimità delle meccaniche quindi sfila il relativo estremo opposto alloggiato nel ponte.

Prendi le corrispondenti corde nuove di quelle appena tolte e, per ognuna, infila l’estremo dotato dell’anello di plastica o metallo nel ponte per una profondità di circa 1cm o 1cm e mezzo quindi con l’altra mano chiudi con la chiave a brugola il rispettivo ferma-corde senza dare una grande pressione, per evitare che la corda si spezzi quando sarà in tensione.

Infila l’estremo opposto della corda appena montata nell’occhiello vicino alla meccanica relativa a questa e tiralo con le mani fino a far sporgere la corda 4-5cm circa. Con una mano mantienila in questa posizione e con l’altra comincia a ruotare la meccanica fino a che la corda non raggiunge una tensione intermedia. Ripeti questo per le tre corde tolte quindi ripeti i passi 2-3e4 per le ultime tre.

Comincia ad accordare la chitarra, possibilmente con un accordatore, ripetute volte. Di tanto in tanto tira le corde (in direzione perpendicolare al manico) con le mani in modo da alloggiarle il più in fretta possibile nella loro posizione finale in quanto essendo nuove tendono a scordarsi. Quindi continua ad accordare e solo quando noterai che mantengono l’accordatura data con la chiave a brugola richiudi i ferma-corde posti vicino al capotasto. Così hai cambiato le corde alla tua chitarra quindi non resta che augurarti buon rock.