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Come Pescare l’Aguglia dalla Spiaggia

Sei un pescatore sportivo ed in particolare sei appassionato per la pesca in ambiente marino? Ti piacerebbe imparare la tecnica per insidiare le aguglie dalla spiaggia? Niente di più semplice, ti basterà leggere attentamente questa guida e scoprire quali sono le regole fondamentali in questo tipo di pesca.

Occorrente
Bolognese 4 metri azione 30-60 grammi
Mulinello 3000 – 4000 caricato con filo 0.25 mm
Bombarde galleggianti grammature varie
Fluorocarbon 0.16 mm
Ami gambo lungo numero 12
Bigattini e verme coreano
Girelle triple con moschettone

Prima di tutto devi sapere che il periodo migliore per effettuare questa pesca, è il periodo che va dalla fine di agosto sino agli inizi di novembre, infatti in questi mesi le aguglie sono più vicine alla riva e sarà più facile trovarle e pescarle. In secondo luogo dovrai dedicarti alla ricerca di una spiaggia dove la presenza delle aguglie è assicurata.

Acquista una canna bolognese di almeno quattro metri di lunghezza ad azione semi parabolica e con un potenza di lancio piuttosto sviluppata, ti consiglio di prendere una canna con un range compreso almeno tra i 30 – 60 grammi. Alla canna dovrai abbinare un buon mulinello di taglia 3000 o 4000 con un rapporto di recupero alto.

Carica il mulinello con uno 0.25 diretto per almeno 200 metri di filo. Dovrai acquistare delle bombarde galleggianti tipiche per la pesca a galla, in grammature variabili tra i 20 ed i 60 grammi, da utilizzare di volta in volta a seconda della distanza che vorrai raggiungere nel lancio in base anche alla distanza dei pesci dalla riva.

Monta la bombarda sulla lenza madre e fermala con una perlina ed una girella tripla del numero 10, munita anche di moschettone. Crea un terminale in fluorocarbon del diametro di 0.16 millimetri con una lunghezza di circa 2,5 – 3 metri; come amo utilizza un numero 12 a gambo lungo. Come esca puoi utilizzare il verme coreano oppure i bigattini. Lancia e recupera velocemente il filo, le aguglie attaccheranno l’esca a pelo d’acqua; le prime ore del mattino sono le più pescose.

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Come Pescare l’Agone in Frega

L’agone è un saporito pesce di fiume, apprezzato per le sue carni e soprattutto perchè presenta poche lische. Durante il periodo di riproduzione non assume cibo e quindi bisogna usare tecniche diverse per adescarlo laddove, naturalmente, è possibile pescarlo non essendoci divieto di pesca.

Occorrente
Canna
Filo da 0.25
Moschette
Girelle
Piombo lungo

L’Agone puoi catturarlo sia sfruttando il suo appetito sia sfruttando il senso di protezione che ha nei confronti delle sue uova. Infatti quando si riproduce l’Agone non mangia e quindi è inutile sbandierare davanti al suo muso esche appetibili, bisogna calare in acqua esche che esso scambia per pesci che vogliono insidiare le sue uova.

Devi fare allora delle catene su cui monterai delle speciali moschette. Lancerai queste catene nei branchi quando le recupererai troverai gli Agoni che avranno abboccato pensando di star combattendo il nemico. Prepara la catena di moschette come terminale di una canna da lancio lunga 4/5 metri su cui monterai un filo da 0.25 e che farai terminare con un piombo lungo il cui peso dovrà essere 10 /20 grammi scelta che farai in base alla profondità in cui dovrà agire.

Prepara la catena nel modo che ti spiego di seguito, aiutati seguendo anche il disegno che ho fatto per rendere più chiara la spiegazione. Prendi il filo da 0,25 e lega una estremità ad una girella a moschettone, lascia il filo di 40 centimetri e lega l’altra estremità ad un’altra girella. Lega un altro pezzo di filo sempre lungo 40 centimetri all’altra estremità di quest’ultima girella ed ad un’altra girella. Adesso su ogni parte di filo da 40 centimetri, monta due moschette su braccioli lunghi 4 centimetri. Il numero delle moschette varia a seconda delle leggi del luogo.

L’agone abboccherà alla moschetta in modo violento, infatti la maggior parte delle volte l’Agone si auto ferra quindi a te non resterà altro che recuperare senza cedere troppo filo, ma neanche forzando troppo, dovrà essere un recupero…dolce! Nel caso l’Agone non abboccasse con decisione e quindi tu avvertissi la sua presenza dal tremolio della canna e dalla trazione costante del filo tocca a te capire quando e se è il momento di ferrare.

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Come Pulire gli Obiettivi Fotografici

Se hai finalmente comprato una reflex digitale, o se continui a comprare ottiche per la tua vecchia reflex manuale, o se stai cercando di ottenere il massimo dalla tua bridge, o perfino se cerchi semplicemente di fare buone foto con la tua compatta, non puoi tralasciare un aspetto come la pulizia. In pochi passi, ti spiegherò come tener pulite le tue lenti fotografiche prolungandone la vita e proteggendo l’investimento fatto.

Come recitava una vecchia pubblicità, prevenire è meglio che curare: se riesci a tenere la polvere, gli schizzi e lo sporco lontani dalla tua preziosa lente fotografica, ti risparmierai l’operazione di pulizia e i rischi (pur molto limitati, se il lavoro è ben fatto) ad essa connessi. Abbi sempre cura della tua attrezzatura fotografica, usa una custodia, una borsa, uno zainetto, quello che più ti aggrada, ma non lasciare mai la fotocamera esposta alla polvere, che si annida ovunque. In casa, tieni l’attrezzatura in un armadietto, un cassetto, la scatola.

Quando sei in giro a far foto, non dimenticare di usare sempre il tappo copriobiettivo, togliendolo solo al momento opportuno. Se lo riponi in tasca, prima di rimetterlo sull’obiettivo controlla che non si sia impolverato e che non abbia attirato pelucchi e sporco. Se cade a terra (succede sempre!), puliscilo bene, premendo i fermini di blocco in modo da tenere a posto anche le parti nascoste.

Se utilizzi una fotocamera reflex, sai bene quanto preziosi siano i tuoi obiettivi. Un metodo relativamente economico per offrire alla tue lenti una protezione ulteriore da graffi, schizzi, polvere, è tenere sempre innestato un filtro neutro. Si trovano nei negozi di fotografia a prezzi abbastanza contenuti (dipende molto dalla marca e dalla qualità) e sono un’ottima soluzione. Ricorda sempre che i filtri si comprano in base al diametro dell’obiettivo. Trovi la cifra in millimetri sul retro del tappo copriobiettivo.

Se ce l’hai messa tutta, ma le lenti si sono comunque sporcate, hai bisogno di pulirle ben bene. La prima cosa da fare è mandar via la polvere. Puoi usare una pompetta (si trovano nei negozi di fotografia) o una bomboletta di aria compressa. Ricorda di tenere la macchina fotografica a testa in giù, così la polvere andrà via più facilmente. Non soffiare, come fanno tanti: il tuo respiro contiene goccioline che vanno a depositarsi sull’obiettivo, complicandoti la vita.

Una volta tolta la polvere, bisogna eliminare le goccioline, le macchie, le tracce degli schizzi. Passare un panno frettolosamente può creare graffi e problemi seri. Meglio dare prima una rapida spolverata con un pennellino da pulizia fotografica (anche questo si trova nei negozi specializzati, spesso in kit con la pompetta). Non fare mai molta pressione, sii sempre delicato, e non ci saranno problemi.

L’ultimo passo è quello del panno. Se usi un buon panno in microfibra, anche a secco (in alternativa puoi spruzzare qualche goccia di liquido per occhiali) le macchie spariranno in un baleno e non resteranno segni. Procedi dal centro della lente in senso rotatorio verso l’esterno, in modo che eventuali impurità si accumuleranno ai bordi.

Una delle situazioni peggiori è quella del rientro da una giornata al mare. Se hai trascorso del tempo a fotografare il mare, e magari delle belle onde, molto probabilmente il tuo obiettivo (o il tuo filtro neutro, se avrai seguito questi consigli) sarà coperto di goccioline salmastre. Sono molto pericolose, perchè contengono grani di sale che possono rigare la lente e renderla inservibile. Presta la massima attenzione a soffiarle via, e non usare il panno in micofibra finchè non sono sparite del tutto.

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Come Pescare le Trote

Sei un pescatore? Ti vuoi accingere ad imparare la tecnica di pesca alla trota? In questa guida ti dirò come fare, quali accorgimenti attuare e quali posti di pesca scegliere affinchè la pescata sia propizia, soprattutto per chi è agli inizi. Ovviamente con l’acquisire esperienza otterrai risultati sempre migliori.

Occorrente
Attrezzatura per la pesca, lenza 0,18 e 0,16 mm, ami n.8, camole o pasta per trote, vetrini semiaffondanti da 2-3 gr., una girella tripla, una rosa di piombini

Procurati tutto l’occorrente. La tecnica che sto per elencarti è sicuramente la più propizia. Pescare col galleggiante si può, ma non assicura gli stessi risultati. La trota fa parte della famiglia dei Salmonidi ed è un pesce predatore, perciò ha bisogno di essere stimolato; a volte bisogna anche far lavorare l’esca nel punto giusto, perchè predilige stare vicino alla superficie dell’acqua.

Per preparare la montatura della canna, procedere come segue: Riempi il mulinello con una lenza dello 0,18. Infila sulla lenza il vetrino semiaffondante. Puoi anche fermarlo nella parte superiore con un piccolo piombino da 0,15-0,20 gr. Lega una girella tripla (bisogna che sia piuttosto piccola). Meglio se ammorbidisci la lenza con la saliva per non procurare attrito su di essa.

Poni un altro piombino (da 1 gr.) subito sopra la girella tripla. Fai un terminale di 70-80 cm da legare nella parte inferiore della girella con della lenza dello 0,16 (quando avrai acquisito esperienza, potrai anche usare lenze dallo spessore inferiore). Avvertenza: il terminale non deve supportare nessun piombino. Lega un amo del n.8 possibilmente senza occhiello.

Per iniziare, meglio prediligere laghi e acque stagnanti; la tua pesca così sarà molto più agevolata. Si mette la tripla girella sulla montatura perchè essa ha la funzione di far roteare l’esca. La montatura della lenza per la trota è leggera, appunto per far si che l’esca stazioni in superficie. Nella pesca, bisogna effettuare il lancio della lenza e poi riavvolgere il mulinello piano piano. Questa è la migliore tecnica per la pesca alla trota.

I meno esperti possono usare la pasta per trote come esca, molto più comoda delle tradizionali esche naturali (le camole). Infatti, il successo della pescata dipende molto anche da come e se riuscirai a fare roteare l’esca. La pasta per trote è molto più facile da far roteare,mentre le camole necessitano un innesco particolare (due camole sull’amo: una innestata in tutta la sua lunghezza, la seconda a metà).Il buon innesco e roteazione delle camole si possono acquisire solamente con l’esperienza.

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Come Pescare la Triglia

La triglia è un pesce molto conosciuto e stimato soprattutto per la bontà delle sue carni. Se vuoi provare a pescarlo, ma non sai come fare, leggi con attenzione tutti i consigli contenuti all’interno di questa guida. Si tratta di un passatempo molto piacevole che ti farà divertire.

Occorrente
Canna 3 metri
Mulinello 2000
Nylon 0.16
Piombi ad oliva 5-10 grammi
Ami numero 16

La pesca della triglia si effettua con montature molto leggere, visto la stazza moderata della specie. Dovrai pescare sul fondo in quanto le triglie sono dei grufola tori che cercano da mangiare tra la sabbia. Per iniziare dovrai acquistare una canna montata a bolognese della lunghezza di almeno tre metri, leggera e maneggevole.

La canna deve essere sensibile in vetta e deve avere un range di lancio compreso tra i 2 ed i 15 grammi. Come mulinello ti consiglio di acquistare un taglia 2000 che dovrai caricare con una bobina di nylon dello 0.16 millimetri. Per quanto riguarda la montatura dovrai acquistare dei piccoli piombi ad oliva da 5-10 grammi con foro passante.

Inserisci il piombo sulla lenza madre e fermalo con un paracolpi di gomma ed una micro girella numero 18. Come terminale dovrai utilizzare uno spezzone di 50 centimetri di fluorocarbon da 0.10 millimetri al quale dovrai montare un amo numero 16. Come esca dovrai utilizzare il verme coreano oppure quello americano tagliato a pezzettini. Lancia la lenza recuperando a striscio sul fondo.