Giardino

Come Coltivare gli Aceri

Grandi o piccoli sono alberi molto apprezzati per le forme e per i colori delle foglie, perchè si possono coltivare bene anche in vaso, perchè in genere sono rustici e poco suscettibili alle malattie. Determinate condizioni ambientali possono comunque danneggiare le piante, favorendo l’insorgere dei parassiti.

Questi alberi di grande effetto cromatico sono piante facilmente utilizzabili per la molteplice varietà delle specie, dai piccoli giardini ai parchi urbani. Richiedono un terreno mediamente fertile, fresco e profondo, con una discreta quantità di argilla, non sabbiosi, sciolti e freddi. Prediligono gli ambienti moderatamente umidi e parzialmente ombreggiati.

Resistono in pieno sole, purchè il terreno sia in grado di trattenere l’acqua. In autunno – inverno tollerano le basse temperature, ma non l’esposizione ai venti freddi durante la ripresa primaverile. Le specie a crescita limitata si adattano anche alla coltivazione in vaso, purchè questo sia proporzionato alla dimensione della pianta.

In piena terra le fertilizzazioni, superata la fase di attecchimento dopo la messa a dimora, non sono indispensabili. Gli aceri sono resistenti ad avversità e parassiti: tuttavia alcuni fattori possono alterarne lo sviluppo. La carenza di ferro: nota come “clorosi ferrica” questa malattia si manifesta con l’ingiallimento del tessuto fogliare tra le nervature, che però restano verdi.

Risulta essere frequente nei suoli calcarei e in caso di prolungate piogge primaverili che impediscono il corretto assorbimento del ferro. I danni sulle piante giovani sono molto gravi, se non si interviene subito la pianta rallenta la crescita e le nuove foglie, già ingiallite, diventano biancastre e seccano. Distribuisci ripetutamente nel terreno prodotti ricchi di ferro, in polvere o liquidi.

L’eccesso di caldo e di siccità: durante i periodi più caldi, in concomitanza anche di una siccità prolungata, sui rami giovani si possono avere accartocciamenti delle foglie e disseccamenti di ampie porzioni delle parti verdi. Le piante perdono vigore e,nei casi più gravi, si ha prima la spaccatura della corteccia dei rami e successivamente anche il deperimento, di ampie porzioni della pianta.

Ai primi segni di danno da eccesso di caldo occorre subito intervenire con abbondanti irrigazioni, anche sopra la chioma, ma soltanto durante le ore serali, evita la messa a dimora in luoghi troppo ventosi e in terreni troppo leggeri, nei quali l’acqua scende velocemente in profondità e non è trattenuta dalle radici. (Le freccette gialle indicano i rami secchi colpiti).

Afidi neri o verdi: si nutrono di linfa grazie a un apparato boccale pungente – succhiante che penetra nei vasi linfatici. In caso di forti attacchi le giovani foglie si arrotolano e si raggrinziscono, si ha produzione di melata e il seguente sviluppo della fumaggine, con un generale deperimento vegetativo. (Nella foto afidi dell’acero: Periphyllus spp.).

Tratta le piante colpite con insetticidi a base di piretro (o con afidicidi specifici, nei casi più gravi). Elimina le porzioni più gravemente invase dai parassiti. Nelle giovani piante da poco messe a dimora riduci le concimazioni a base di azoto, che, se in eccesso, favorisce lo sviluppo di tessuti teneri facilmente aggredibili.

Cocciniglie: come gli afidi anche questi insetti hanno un apparato boccale pungente – succhiante che perfora i tessuti vegetali. Sono protetti da uno scudetto bruno o hanno consistenza cerosa e colore biancastro. Le piante colpite subiscono prima decolorazioni delle parti verdi e poi disseccamenti fogliari e perdita di foglie.

Le cocciniglie (Come quelle nella foto sopra) favoriscono la melata e la fumaggine. Intervieni contro gli insetti non ancora coperti dalle strutture di protezione con oli minerali attivati, che li ricoprono e li soffocano. Nel caso di forte infestazione elimina con il taglio le porzioni più colpite.

Metcalfa: è un insetto vagamente simile a una piccola farfalla, con ali grigio – brune. Attacca i giovani germogli e i rametti avvolgendoli con abbondanti secrezioni biancastre e cerose. L’insetto si nutre della linfa e, in caso di ripetuti e forti attacchi, causa prima un ingiallimento delle parti verdi e poi un deperimento vegetativo particolarmente evidente sulle giovani piante.

Il controllo di questo insetto non è facile, intervieni alla sua prima comparsa con prodotti chimici specifici, asportando prima le porzioni più colpite. Utili sono i lavaggi con acqua e sapone di Marsiglia. Ragnetto rosso: anche gli acari sottraggono linfa alle piante causando decolorazioni e ingiallimenti fogliari.

Se l’infestazione è grave si hanno disseccamenti, arricciamenti e caduta anticipata delle foglie, a volte si ha la formazione di galle o rigonfiamenti di colore giallastro o rossastro sulla pagina superiore delle foglie. Gli acari colpiscono piante già debilitate per fattori ambientali avversi. Effettua gli interventi curativi (con acaricidi chimici specifici) solo in caso di vera necessità e quasi mai su piante grandi, questo perchè in natura esistono numerosi nemici naturali in grado di contrastare gli acari.

In caso di gravi attacchi e su piante di grande pregio intervieni con antigrittogamici a base di zolfo. A livello preventivo sfoltisci la chioma, non piantare aceri in terreni con forti ristagni idrici, limita le irrigazioni sopra la chioma. Fumaggine: questi funghi formano coperture nerastre e polverose sulle porzioni verdi, le foglie subiscono ingiallimenti, deformazioni e, nei casi più gravi, cadono in grande quantità.

In caso di forti attacchi intervieni con prodotti a base di rame. Se i danni sono limitati può essere sufficiente lavare le parti colpite con acqua e sapone di Marsiglia. Macchie fogliari: il fungo responsabile sverna sui rami e in primavera, durante i periodoi freschi e umidi, attacca le foglie causando macchie bruno – nerastre circolari e irregolari.

Gli attacchi non hanno in genere gravi conseguenze, solo sulle varietà più sensibili si possono avere accartocciamento e caduta anticipata delle foglie. Intervieni comunque alla prima comparsa dei sintomi con antigrittogamici a base di rame (ossicloruro di rame, solfato di rame, poltiglia bordolese). Ripeti i trattamenti dopo 2 – 3 settimane. A livello preventivo, favorisci la ventilazione della chioma.

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